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Abbiamo un nuovo IBAN
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L'ACCADEMIA NAZIONALE D'ARTE ANTICA E MODERNA
presenta



IL VOLUMISMO E' LIBERTA'
L'OPERA DI HERMAN NORMOID

di Stefano Liberati
introduzione Mimmo Di Marzio

in collaborazione con
GLOBART - Art Investment
e
ARTE PREMIUM

300 copie numerate
106 pagine, 72 tavv. a colori
e il manifesto del Volumismo
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Pubblicazione realizzata con il contributo del MiBAC, direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e
il Diritto d'Autore
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DARIO F. MARLETTO
Foderatura a colla di pasta fredda
Nardini Editore , Firenze
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presentazione
FERRARA
XVIII salone del restauro
1 aprile 2011 ore 16.45
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COMITE'
ALBERTO SAVINIO


www.albertosavinio.org

L'Associazione Comité Alberto Savinio nasce con lo scopo di studiare e valorizzare l'opera pittorica di questo grande artista italiano. Inoltre si prefigge lo scopo di continuare l'opera di redazione del catalogo generale dell'artista iniziata dalla compianta studiosa Pia Vivarelli insieme ai figli dell'artista Angelica e Ruggero Savinio.
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grafica cinese
LA GRAFICA CINESE
a cura di Stefano Liberati.
Palombi Editori.


Con il patrocinio
dell'Uffico Culturale della Repubblica Popolare Cinese in Italia
e la collaborazione de
I Mercanti dell’Arte
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orlando furioso

di prossima pubblicazione
LE EDIZIONI ILLUSTRATE DELL'ORLANDO FURIOSO

a cura di :
STEFANO LIBERATI
E
ANNA MARIA VOLTAN
con la consulenza bibliografica di
BARBARA JATTA


Pubblicazione realizzata con il contributo del
MINISTERO per i BENI
e le ATTIVITA' CULTURALI Dipartimento per i Beni Archivistici e Librari Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali
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Con l'adesione del
PRESIDENTE della REPUBBLICA




Gli Adornatori
del Libro in Italia

a cura di Stefano Liberati
Edizioni Campo Grafico
Ristampa anastatica

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I PITTORI DELLA MUSICA
100 anni di stampa musicale negli spartiti illustrati (1840-1940)

L’Unione Europea Esperti d’Arte in collaborazione con L’Accademia Nazionale d’Arte Antica e Moderna sta raccogliendo materiale storico riguardante spartiti musicali illustrati per la realizzazione di una mostra tematica in occasione del Bicentenario Verdiano.

COMUNICATO STAMPA

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La Mediterranea arte 

ICONE RUSSE
DAL XVII AL XIX

E’ da una ventina d’anni che la galleria La Mediterranea Arte, curata da Saverio Ammendola, propone mostre sull’iconografia russa.
Saranno presentate per l’occasione circa 50 tavole che vanno dal XVII al XIX secolo.
Oltre alle varie raffigurazioni della Madonna come quella del Kazan, del Roveto Ardente della Gioia di tutti gli afflitti ,in più saranno esposte importanti tavole
del Vecchio e Nuovo Testamento, alcune delle quali di rara tipologia come quelle delle Dodici Feste, la Dormizione di Maria, San Giorgio
(che perde la sua invincibilità trasformandosi in cavaliere ed in un centauro) e il Drago (simbolo della natura che non viene sconfitto, ma che si attorciglia al cavaliere ),
San Nicola (che è lo stesso venerato a Bari il cui culto giunse dall’antica Russia , protettore dei re, dei servi, dei naviganti, vergini e vedove).
Il valore artistico delle icone, inizialmente espressione del messaggio cristiano affermato dal Vangelo attraverso le parole intorno al V secolo
(occasione offerta dalla presenza nella tradizione cristiana di prototipi considerati autentici e miracolosi ritratti dei principali protagonisti del
Cristianesimo come Gesù e sua madre Maria), nasce da una importante mostra tenutasi a Mosca nei primi del 900 frutto di un decennio di lavoro e di ricerca da parte di alcuni studiosi ,che pochi conoscevano soprattutto nel mondo occidentale.
Persino Matisse, che visitò Mosca nel 1911, ne rimase colpito dalla bellezza e dalla colorazione. Tale studio poté da allora identificare scuole, stili e
tecniche compresa l’arte orafa di cui alcune tavole si pregiano per le loro coperture in argento o metallo impreziosite talora da smalti e pietre preziose. In Russia ,l’icona assume un significato molto particolare e di grande importanza.
L’icona non è un simbolo, ma esprime mediante un codice simbolico un messaggio di salvezza.
E’ la rappresentazione grafica del messaggio delle Sacre Scritture. Il simbolismo e la tradizione non coinvolgevano solo l’aspetto pittorico, ma anche quello relativo
alla preparazione e al materiale utilizzato ,oltre alla disposizione e al luogo entro il quale l’opera andava collocata.
Completano la mostra, che intende divulgare la conoscenza dell’antica arte russa per poter fornire agli appassionati di questa nobile espressione artistica
informazioni sui valori storico-culturali e sulle sue origini, anche una raccolta di bronzi di piccole dimensioni, dette comunemente “da viaggio” con smalti di rara fattura ed epoca.





VISTI PER VOI
a cura di Loretta Eller


DIVINA COMMEDIA
Le visioni di
Doré, Scaramuzza e Nattini
FONDAZIONE MAGNANI ROCCA, Mamiano di Traversetolo
Fino al 1° luglio
www.magnanirocca.it

www.buonconsiglio.it

La mostra che si svolge nella villa dei Capolavori della Fondazione Magnani Rocca di Parma ci conduce, per mezzo delle opere artistiche di Gustave Doré, Francesco Scaramuzza e Amos Nattini, lungo un percorso di forte impatto emozionale e visivo, rendendo a pieno le visioni infernali e le illuminazioni paradisiache della Divina Commedia dantesca.
La mostra e il catalogo sono curati da Stefano Roffi. Quest’ultimo è arricchito da un saggio di Emanuele Bardazzi e Francesco Parisi sul tema “L’illustrazione della divina Commedia attraverso i secoli”; i testi sono di Mauro Carrera, Anna Mavilla, Cinzia Cassinari e dello stesso Stefano Roffi.
Di Francesco Scaramuzza (Sissa presso Parma 1803 – Parma 1886) sono presenti 243 disegni a penna realizzati tra il 1861 e il 1876. Di questi l’artista ne dedica ben 18 al Canto XXXII dell’ultima cantica. Il lavoro di Scaramuzza è finalizzato a sviluppare la pietas del lettore-osservatore e dunque valorizzare il messaggio dantesco.
Di Gustave Doré (Strasburgo 1832 – Parigi 1883) sono presenti alla mostra 135 tavole incise, più famose e in un certo senso più moderne. Spesso numerosi critici hanno tentato, con alterne vicende, un confronto tra i due artisti, in particolare il profondo conoscitore delle tavole scaramuzziane Luciano Scarabelli (Piacenza 1806-1878) ha sostenuto come il parmense conoscesse meglio la Comedia e quindi fosse in grado di rendere al massimo i personaggi, le ambientazioni, l’afflato dantesco. Doré si rivolge ad un pubblico universale, le sue tavole compaiono quasi contemporaneamente in più edizioni in Francia, Italia e Inghilterra. Le sue incisioni rispecchiano un gusto romantico, accostato a una visione epica, drammatica e a un grande virtuosismo tecnico. Le illustrazioni vennero realizzate su tavolette di legno di testa incise da abili artigiani sui disegni di Doré.
Altro grande illustratore del Novecento dell’opera dantesca è Amos Nattini (Genova 1892 – Parma 1985) che realizza, incoraggiato da D’Annunzio, a iniziare dal 1919, una serie di 100 tavole (acquarello e olio) che verranno poi esposte, per un’edizione speciale della Divina Commedia a Parigi, Nizza e L’Aja. Nattini, influenzato nella sua impostazione pittorica dal Rinascimento e dalle figure botticelliane è sicuramente più luminoso e gioioso nelle rappresentazione del Paradiso dantesco rispetto a Gustave Doré.

DA HOPPER A WARHOL
PALAZZO SUMS
REPUBBLICA DI SAN MARINO
Fino al 3 GIUGNO 2012

www.buonconsiglio.it

Per la prima volta in Italia, nella Repubblica di San Marino, una mostra ripercorre la storia della pittura americana del XX secolo. Le venticinque opere esposte a Palazzo Sums non pretendono di essere esaustive di un’epoca statunitense immensamente ricca e prolifica nell’arte, ma tracciano un percorso dei suoi momenti fondamentali. Vi si possono ammirare i quadri che rimandano agli spazi urbani deserti di Edward Hopper ed al particolarissimo New Messico fantasma di Giorgia O’Keeffe. Ecco le Filatrici del 1924 di Thomas Hart Benton che ricordano le scene di interni proprie dei preraffaelliti inglesi ed ancora le due grandi tele (1949 e 1952) di Jackson Pollock i cui colori si fanno arte nel gesto. Due grandi dipinti di Franz Kline e Willelm De Kooning, sempre degli anni Cinquanta, descrivono i momenti migliori della loro opera. Le “macchie di meditazione” di Mark Rothko si accompagnano alle prospettive e ai silenzi incantati delle opere di Sam Francis e Morris Louis. La Pop Art è qui rappresentata da tre dipinti di Andy Warhol: Jackie (1964), La Statua della Libertà (1963) e L’autoritratto mimetico (1986) e da Nudo con piramide (1994) di Roy Lichtenstein. La tela Good Hope Road (1945) dell’armeno Ashile Gorky, trapiantato negli Stati Uniti, non nasconde l’influenza delle opere tipiche di Mirò. Più avanti un omaggio a Andrew Wyeth, con due suoi quadri, celebra il pittore americano che si è maggiormente ispirato al realismo di Hopper. La rassegna si conclude con un murales di tre metri per tre in quattro pannelli (1984) del re della Graffiti Art Keith Haring.
La mostra di Palazzo Sums è in realtà l’ultima sezione di quella riminese Da Vermeer a Kandinsky (Castel Sismondo) e che completa la rassegna celebrativa dei quindici anni della società “Linea d’Ombra” creata da Marco Goldin.
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ART EXPERTS, INC.
expertise




Expertise e valutazioni negli USA
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Studio Professionale Peritale
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Casa d'aste e libreria antiquaria
gutenberg al colosseo




ANAAM
accademia





Herman Normoid's gallery
accademia





Conservazione di opere d'arte
3a snc





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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